giovedì 12 gennaio 2017

Qualcosa sul Belgio e un hummus con le gocce di cioccolato (aka Chocolate chip cookie dough hummus)

Ed eccoci di nuovo alla normalità, chi è tornato a lavoro, chi sui banchi, chi, come me, a non fare beatamente un cappero.
Per quanto mi riguarda mi sono lasciata un 2016 bello denso alle spalle, per certi versi pesante, per altri pieno di novità, di cambiamenti di rotta clamorosi e talvolta inaspettati, di decisioni importanti, di prime volte. La scoperta di amicizie reali e profonde, il primo aereo da sola, qualche "abbandono" doloroso, la rivalutazione di alcune persone, colpi di testa letterali e figurati, la laurea, finalmente, l'Amore, quello vero. Ma se tra tutto quello che ho fatto si può enumerare anche qualche "errore" di percorso, non mi pento assolutamente di nulla. Tutto capita esattamente quando deve capitare e per farti capire delle cose, non avrei determinate consapevolezze a questo punto e non sarei così fiera di quello che ho adesso se non avessi rischiato, anche per mia unica e sola responsabilità, di perderlo.


Ci sono stati anche dei viaggi, prima a Santorini e Ios, poi a Gran Canaria a trovare una persona che molto spesso vorrei che fosse più vicina, infine quello, purtroppo, che ha da poco avuto fine e che avrei voluto durasse ancora molto di più diviso tra Bruxelles, Anversa e Bruges.
Mi sono innamorata del Belgio nonostante il freddo di cui, ormai si sa, non sono per niente amante. Del suo vestirsi a festa durante il periodo Natalizio, dei suoi mercatini suggestivi, del vin brulè che molto spesso mi ha salvato la vita (e le mani congelate!), dell'architettura imponente (mi sono scoperta amante del gotico più di quanti pensassi), del cibo ovunque (literally, OVUNQUE!), dello stile di vita "healthy" (succhi e frullati sono largamente proposti, anche i posti dove mangiare vegetariano sono numerosi, si usa molto la bicicletta, gli orari di lavoro sono umani -forse anche un po' a scapito, questo va detto, dei turisti!). Non vi nascondo che sarebbe un paese dove potrei tranquillamente vivere.

Avrei voluto scrivere un post in cui recensire i posti in cui abbiamo mangiato (prima della partenza avevo fatto grandi ricerche e mi ero segnata così tanti posti da provare!), ma da sfigata quale risaputamente sono, per il periodo in cui siamo stati lì erano tutti chiusi, chi più chi meno, per la pausa invernale. Alcuni riaprivano il giorno in cui dovevamo ripartire, altri addirittura la settimana dopo quindi ci siamo dovuti arrangiare parecchio passando da un etnico all'altro. Indiano, messicano, libanese, etiope (questo, a dir la verità, è stata una piacevole scoperta e ci siamo tornati per ben due volte).
Abbiamo avuto fortuna soltanto ad Anversa, dove purtroppo siamo stati solo un giorno, in cui però siamo riusciti a fare sia pranzo che cena in locali completamente vegetariani.
Mi sento di consigliarvi entrambi, molto diversi come impostazione, ma che ci sono piaciuti molto.
Divers per il pranzo (chiude alle 17): luminoso localino situato appena fuori dalle vie principali con i negozi, particolare perchè si definisce "juice e smoothie bar" ma è stato forse il posto dove abbiamo mangiato di più (e meglio). Specializzato in smoothie bowls (e chi mi segue su instagram sa quanto le adori!) offriva oltre al menù standard anche proposte prettamente invernali per un totale di ben 9 diverse possibili ciotole (un sogno!) e una serie di toast (disponibili con pane di farro, chia, o senza glutine). Con una bowl - The Hulk per lui e Chocoholic per me (scelte che in entrambi i casi non avrebbero potuto essere diverse!:D) a testa e due mandate di Full Monty, toast con hummus e avocado (una combo che mai più senza) ci siamo alzati completamente pieni e soddisfatti.

Divers Antwerp

Divers Antwerp

A cena abbiamo invece mangiato a Wild, intimo ristorantino vegetariano e vegano gestito da due giovani ragazze della svizzera italiana (con cui abbiamo parlato amabilmente la nostra lingua). Propongono sia piatti innovativi e dagli abbinamenti curiosi che tradizionali reinventati. Anche qui hummus, e poi farinata ripiena di babaganoush e rosti di patate.



Non posso non fare breve menzione anche di Le Pain Quotidiencatena di ristoranti bio che si è espansa in vari paesi sia europei che non (ci ero già stata anche a Parigi) che offre sia piatti onnivori che una scelta non troppo limitata (se non per i dolci, sigh) di piatti vegani. Dovrete armarvi di pazienza perchè sono sempre straripanti e potrebbe anche capitarvi di fare un po' di coda, ma i loro piattoni colorati e sazianti si sapranno far perdonare. Anche qui siamo andati di toast (con uno spalmabile di anacardi da urlo e insalata di quinoa, lenticchie e varie salsine buone (tra cui l'ennesimo hummus) da spalmare sul loro pane a lievitazione naturale.



Come potete ben vedere, abbiamo mangiato poco hummus (e ho tralasciato di dire che non ci siamo fatti mancare la nostra dose nemmeno al libanese!).
C'è poco da fare, proprio come la cioccolata, non importa quanto ne mangi, non mi viene mai a noia.
Qualche tempo fa, ho voluto fare la pazzia. Unire le due cose. Ed è stata un'azione così folle? Assolutamente no. Il sapore dei ceci al naturale è piuttosto delicato e l'acero, insieme al burro di anacardi che è piuttosto dolce (sconsiglio il tahin per questa ricetta) elimina completamente ogni residuo di sapore leguminoso. Ciò che ne è derivato è stata una crema esageratamente avvolgente, in cui la morbidezza viene spezzata dal croccante delle gocce di cioccolato.
Mi vengono in mente un po' di usi che potete farne ma datemi retta, la migliore soluzione resta armarsi di ciotola e cucchiaio e darci dentro!



mercoledì 21 dicembre 2016

Cioccolato unica certezza nella vita. Brownies al cioccolato e nocciole con fagioli azuki.

Eccomi di nuovo, con tanto peso (metaforico, che a dicembre che altro si può pretedere) in meno e una laurea in più.
Vi risparmio i racconti di scleri pre discussione vari e drammi post discussione per feste che non ci sono state perché preferisco impiegare le mie energie mentali per concentrarmi sugli aspetti positivi ovvero che -per dirne un paio- non dovrò mai più studiare cose inutili che mi fanno addormentare, non dovrò più fare Firenze-Siena avanti e indietro e potrò al contrario rivolgemi a tutto ciò che fin'ora ho rimandato, prima cosa su tutte vedere se si riesce a prendere questa patente (anche quella, come la laurea, giusto più che altro per soddisfazione personale visto che non ho la minima intenzione di girare in macchina in città), imparare il Norvegese (almeno fintanto che non mi passa la fissazione), e varie e eventuali secondo l'ispirazione del momento.




Il fatto di non avere piani definiti è elettrizzante e spaventoso allo stesso tempo, non mi sento legata a programmi o a promesse, posso decidere di fare pressochè tutto quello che voglio in qualsiasi momento (denaro permettendo ovviamente) MA da persona poco propensa nonostante i mille discorsi a dare svolte clamorose alla propria esistenza, campionessa in procrastinazione e bisognosa di trasfusioni di coraggio e forse, pure un po' di incoscienza, ho paura che tutta questa libertà sarà la gabbia in cui mi ritroverò intrappolata.


Parecchie idee, più o meno fantasiose e realizzabili, poche sicurezze. A parte il cioccolato, unico e solo, a cui ho già dedicato in passato le più smielate parole d'amore ma che nonostante gli anni non smette di ispirarmi.
Visto che siamo in procinto di festeggiare il Natale (quest'anno, tra l'altro, essendo abbastanza occupata con altro, non me ne sono praticamente neanche accorta) e che molto probabilmente non ci saranno altri post prima del grande giorno, benché non sia una ricetta prettamente natalizia e non sia stata fatta con altri scopi se non la mia colazione, condivido questi brownies perchè trovo possano essere una buona idea come dolce da servire a fine pasto in uno dei pranzi/cene che ci aspettano nei prossimi giorni.


Avevo già provato una versione di brownies con i fagioli nell'impasto ma non mi avevano realmente soddisfatto, un po' per consistenza, un po' perchè il sapore era rimasto abbastanza "MEH", non cioccolatoso come lo volevo io. Questa invece, l'ho promossa a pieni voti. Pochissima farina, una buona dose di proteine e soprattutto un bel po' di grassissimi grassi (quelli buoni eh!) che sennò come fanno a darci soddisfazione <3


P.s. un consiglio però ve lo do: raddoppiate! Io per prova faccio sempre piccole dosi ma non c'è dubbio che la prossima volta saranno moltiplicate x 2

sabato 3 dicembre 2016

Porridge al forno con mela e crumble di semi e noci. Le colazioni dei finesettimana, quelle coi respiri profondi

Stavolta non vedevo veramente l'ora che arrivasse il weekend. La settimana, a partire dagli scorsi sabato e domenica in realtà, è stata piuttosto lunga e pesante. Ho passato lo scorso fine settimana cercando di recuperare tutto lo studio per la patente a cui, avendo dato ovviamente precedenza alla tesi, non avevo dato considerazione in precedenza. Lunedì di esame (andato sorprendentemente bene e credetemi, questa volta non ci avrei scommesso nemmeno una monetina da cinque centesimi), i giorni seguenti trascorsi tra Firenze e Siena a sistemare le ultime faccende per la laurea (che spero di poter dichiarare ufficialmente sistemate). Ora devo solo aspettare che mi facciano sapere una data, ma finché questo non avviene, preferisco sempre mantenere un sano stato di allerta per mantenermi al riparo da altre scottature oltre alle numerose causate da forno e stufa.


E finalmente, weekend! In cui posso mettere a tacere la sveglia, alzarmi con calma senza più l'ansia di scadenze e puntualità da rispettare che poco fanno parte di me. In cui posso dedicarmi a recuperare le serie tv lasciate in sospeso lanciandomi in vere e proprie maratone (sembra una stupidaggine, ma aver introdotto anche una relazione amorosa con una persona reale oltre a quella con cantanti e personaggi dei telefilm dà il suo bel daffare) e in cui anche la colazione può e deve essere più rilassata.

Apple crunch oven baked oatmeal

Questo oven baked oatmeal è perfetto come primo pasto di una giornata festiva, ha quel calore e morbidezza di cui dopo aver avuto a che fare con spinose questioni si ha decisamente bisogno.
Come per il porridge classico la versione base si presta alle più numerose variazioni, qui ho voluto fare una versione dai profumi vagamente "natalizi" visto il periodo, in cui la presenza di uvetta, cannella, noci possono ricordare i dolci più tipici della festività più attesa dell'anno come il panforte, o i fichi ripieni.. ma le varianti sono infinite e ne ho già in mente diverse, sia per il periodo invernale che per momenti leggermente più tiepidi;)

N.b. se mangiato appena sfornato ha una consistenza cremosa che lo rende perfetto così com'è, ma se come me non avete nessuna voglia di svegliarvi prima il sabato per prepararlo la mattina stessa (anche se, tempo di cottura a parte, si prepara davvero velocemente!) vi consiglio di scaldarlo leggermente o, ancora meglio, affogarlo con un po' di latte vegetale -la mandorla è perfetta!- bollente :)

Apple crunch oven baked oatmeal



lunedì 21 novembre 2016

Piccoli grandi cambiamenti. ~Featuring migliotto alla zucca e zenzero al burro di arachidi e radicchio alla cannella ~

Per questioni di scaramanzia e mancanza di fiducia nella mia ormai risaputamente scarsa fortuna mantengo sempre un margine di incertezza, ma un altro passo verso la tanto attesa fine del (altrettanto tanto) sofferto percorso universitario è stato fatto. Manca solo qualche ritocco finale e se Dio vuole a breve potrò porre la parola FINE a questa fase che è stata piuttosto inutile -e dopo la laurea credo ne avrò l'ennesima conferma- e faticosa.
Ma la cosa importante è che dopo la chiusura di questo capitolo potrò finalmente rivolgere mente, corpo e energie verso qualcosa di nuovo, più affine con i miei interessi e più costruttivo per il mio futuro.
..Ma per favore, davvero, non chiedetemi cosa. A quello ci dobbiamo ancora arrivare.
Ma quel che so per certo è che non voglio assolutamente che un fine venga reso meno lieto dal pensiero di non sapere ancora da quale inizio verrà seguito.
Per rendere più concreto e tangibile quanto l'idea di concludere mi rinvigorisca intanto ho deciso anche di darci un bel taglio, di forbice. Giusto quel 20-30 cm di capelli che pesavano ormai quasi quanto la mia inconcludenza. Ho voluto che il mio senso di liberazione cominciasse da qui, tagliando via il peso materiale di stress e nervosismi degli ultimi mesi, perchè venisse spazzato via assieme al cumulo di capelli sul pavimento.



E per restare in tema, chiudiamo anche momentaneamente il capitolo zucca, inaugurato con una ricetta per la colazione, seguito da un accompagnamento a un secondo gustoso e proteico. Per completare il menù mancava in effetti un primo piatto, in cui la regina dell'autunno torna ad essere protagonista facendosi cremosa per avvolgere dei piccoli chicchi di miglio.
Stavolta niente di bizzarro o laborioso, un classico leggermente variato per via della sostituzione del riso con il miglio e reso più interessante dalla presenza del burro di arachidi per mantecare e dalle spezie. Semplice, buono e rassicurante:)